I semi buoni dell’anguria

I semi buoni dell'anguria
I semi buoni dell’anguria

Anguria o cocomero?
Comunque la si chiami, è una vera golosità estiva tutta da condividere. Ma prima di addentarla, c’è chi è in grado di perlustrare tutta la fetta, semino per semino, per togliere ogni traccia di puntino nero. Se quella persona siete voi, complimenti per la pazienza: sappiate però che ci sono molti buoni motivi per cambiare abitudini e mangiare tutto com’è!

“Se mangi i semi, ti crescono le angurie nella pancia!”. Ve l’hanno mai detto, da bambini? E invece i semi dell’anguria sono tutta salute: non a caso le popolazioni asiatiche usano seccarli e sbriciolarli, per aggiungerli a zuppe e infusi.

Sono un’ottima fonte di fibre, e anche dei famosi antiossidanti, quelli che nei negozi cercano di vendervi sotto forma di integratore: mangiati con la frutta, sono più buoni ed è tutto compreso nel prezzo!

Sono inoltre ricchi di proteine: 100 grammi di questi semini, ne contengono circa 35 grammi. Più che nella stessa quantità, ad esempio, di carne. E sappiamo che la quota proteica è di aiuto all’interno del frutto: ne riduce infatti l’impatto glicemico già molto basso e permette uno spuntino o un fine pasto ancora più sereno.

Al loro interno sono contenuti anche dei minerali, preziosi per il nostro organismo: ad esempio il magnesio, che regola la pressione sanguigna e il metabolismo dei carboidrati, intervenendo anche sulla gestione dei livelli di glicemia. Presenti anche fosforo, ferro, potassio, sodio, rame, manganese, zinco, vitamine del gruppo B. Il ferro contenuto nei semini viene assorbito ancora meglio dall’organismo se assunto con la polpa del frutto, che contiene una buona quantità di vitamina C. In effetti la natura non lascia mai niente al caso!

E se ancora non basta, ci sono i grassi poli-insaturi: quelli, per intendersi, che aiutano ad abbassare il “colesterolo cattivo”, e diminuiscono il rischio cardiovascolare e l’iperattivazione del sistema immunitario. Utili quindi per chi soffre di allergie, asma, malattie autoimmuni.

Si tratta in pratica di piccoli integratori nascosti, perfetti per sopportare il caldo, oltre che lavorare sul sistema immunitario e sul potenziamento delle difese antiossidanti. Ma come fare se proprio non riusciamo a mangiarli insieme alla polpa?

Se avete a disposizione un macinino da caffè, potete tritarli e utilizzarli per un infuso: circa 2 cucchiai di semini per un litro d’acqua bollente. Lasciate a riposare per 10-15 minuti, filtrate e bevete.
Oppure potete aggiungerli ai vostri frullati, magari in ricette dove è già presente l’anguria.

Possono essere tostati in forno: lavateli e asciugateli al sole, poi disponeteli su una teglia ricoperta da carta da forno, con un filo d’olio e un pizzico di sale. Tostateli a 180° per 10-15 minuti, fino a quando non saranno belli croccanti.
Una volta tostati potete aggiungerli al muesli, ma anche al pane, ai dolci, all’insalata, oppure sgranocchiarli da soli.

Se apprezzate le spezie, potete preparare un condimento in polvere. Basterà macinare i semi già tostati e aggiungere sale, aglio, peperoncino. Eliminate l’umidità essiccando il vostro preparato al sole, oppure al forno a basse temperature, o ancora meglio in un essiccatore.

Risorsa preziosa ed economica al tempo stesso, sprecarli sarebbe un vero peccato: non fermiamoci alla frutta!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>