Iniziamo con un inchino

Iniziamo con un inchino

Eccomi, vi do il benvenuto cominciando con un bell’inchino. Come gesto di saluto, di rispetto, di invito per cominciare qualcosa di bello insieme.

Il gesto dell’inchino fa parte delle tradizioni umane più antiche: nonostante oggi non sia più in uso, conosciamo bene il suo significato, e quando lo vediamo nel nostro immaginario rievoca immediatamente un atteggiamento di cordialità e apertura.

Ma a quanto pare non siamo gli unici ad utilizzare questa forma di ‘riverenza’ per predisporre qualcuno ad un rapporto di amicizia. Viene chiamato inchino anche la posizione che prendono i cani quando si trovano di fronte ad un amico, nuovo o già conosciuto, ed hanno voglia di intraprendere un gioco.

Zampe davanti piegate, sedere bello in alto, bocca leggermente aperta quasi a sembrare un sorriso: spesso utilizzano questo gesto anche con noi umani, e ci stanno dicendo: “Allora, si gioca insieme?!”

Soprattutto è un invito a considerare gioco tutto ciò che succede successivamente: proprio come fanno due buoni amici, si può scherzare, ci si può mordicchiare, attaccare, rincorrere… Ma nessuna paura, ci stiamo solo divertendo!

Se stiamo passeggiando con Fido al guinzaglio, ed incontriamo un altro cane, quasi sicuramente i due cercheranno di avvicinarsi, annusarsi: in altre parole conoscersi. Spesso la nostra paura è quella di incontrare soggetti poco amichevoli, e di non saper gestire un’eventuale lite. In questo caso, se lo sconosciuto ci saluta con un inchino, le sue intenzioni saranno subito molto chiare, segno che possiamo far avvicinare il Fido senza timore.

Non sempre l’inchino viene utilizzato per cominciare un gioco: in alcuni casi può essere anche un gesto di sottomissione dettato dalla tensione, un modo per dire all’altro cane: “Mi fai un po’ paura, io non ho nessuna intenzione di attaccarti”. La posizione del corpo è la stessa, ma l’atteggiamento è diverso: il corpo è rigido, le orecchie possono essere tirate indietro, la coda è tesa.

In questo caso sarà meglio rispettare il suo disagio, e allontanare l’altro cane.

 

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