Pipistrelli in difficoltà

Pipistrelli in difficoltà
Pipistrelli in difficoltà

Una guida indispensabile per il primo soccorso chirotteri.

Salvataggio pipistrelli? Argomento alquanto insolito, lo ammetto. Ma proprio per questo merita ancora di più la nostra attenzione! Con il caldo sono arrivati, popolano i nostri cieli notturni; se siamo fortunati e viviamo in un luogo a loro congeniale, diventano nostri complici nella lotta alle zanzare. Sto parlando dei pipistrelli, o meglio ancora dei chirotteri!

Può capitare di incontrarne qualcuno in difficoltà: e noi possiamo forse tirarci indietro? Qualche volta entrano nella stanza, approfittando della finestra aperta, e rimangono feriti mentre invano cercano l’uscita. Altre volte cadono e sono ancora troppo piccoli per volare, impreparati alla vita. Qualche altra volta sono i nostri adorati gattini che li catturano, per darci prova delle loro selvagge doti di cacciatori. Che fare?

Quando ci si trova davanti a pipistrelli in difficoltà, siano essi feriti, disorientati o cuccioli caduti alle madri, è fondamentale tenere presente quanto segue:

  • I pipistrelli sono animali selvatici rigorosamente protetti dalla legge, la quale ne vieta la detenzione. Nel caso in cui si trovi un individuo in difficoltà, questo va liberato nel suo ambiente appena guarisce, mentre se presenta menomazioni permanenti va affidato a un ente autorizzato che lo possa accogliere con strutture adeguate.
  • In quanto animali selvatici, i pipistrelli non vanno maneggiati MAI a mani nude; infatti spaventandosi potrebbero mordere come farebbe qualsiasi altro animale impaurito.
  • Quando si rinviene un pipistrello in difficoltà è quindi opportuno raccoglierlo con un panno o indossando dei guanti e dargli da bere, goccia a goccia, un po’ di acqua con una siringa a cui è stato tolto l’ago.
  • L’animale va riposto in una scatola di cartone con piccoli buchi per l’aria, facendo attenzione che la stessa non presenti aperture di diametro superiore al mezzo centimetro perché i pipistrelli sono in grado di passare attraverso fessure molto piccole; nella scatola va lasciato un pezzo di stoffa arrotolato, in modo che il pipistrello possa nascondersi.
  • Il pipistrello va tenuto in un ambiente tranquillo, senza rumori e dove non sia a contatto con altri animali.

Dopo aver seguito queste istruzioni ed averlo riposto in un luogo sicuro, è molto importante contattare uno specialista e un medico veterinario esperto di animali selvatici, per sottoporre il trovatello ad una visita accurata. Per avere un elenco dei riferimenti da contattare in ogni regione, consultate il pdf Primo Soccorso Chirotteri.
Occuparsi di animali selvatici è un compito molto delicato, che richiede tempo e competenze. Se decidete di prestare il primo soccorso, affidatevi sempre e comunque ai consigli di una persona esperta.

Se il pipistrello in difficoltà è nudo oppure coperto di pelo raso, con minuscoli dentini tutti uguali, si tratta di un neonato. I parti si verificano normalmente nei mesi di giugno e luglio, ma a seconda del tipo di clima si possono avere delle variazioni. In particolare salendo verso il nord Italia si possono avere parti in agosto, mentre andando verso sud, possono verificarsi già in maggio.

La cosa migliore da fare, è cercare di restituirli alle loro madri. In che modo? Mettete il piccolo in una scatola, come indicato sopra. Posizionate la scatola per metà su una borsa dell’acqua calda così che il piccolo possa scegliere la zona con la temperatura a lui ideale, e rinnovate l’acqua calda giorno e notte: i neonati non sono in grado di scaldarsi da soli, perciò dobbiamo fornir loro calore in continuazione. Quando si fa sera, lasciate la scatola aperta nel luogo del ritrovamento del piccolo, mettendo il cucciolo per esempio su un legnetto, in modo da facilitare la manovra di recupero alla madre. Il tutto deve avvenire al sicuro da gatti. Se nel giro di alcune ore il piccolo non viene recuperato, sta a noi occuparcene.

I pipistrelli giovani sono invece coperti dalla pelliccia, iniziano a fare i primi voli e hanno la dentatura definitiva che appare differenziata in canini, piccolissimi incisivi, premolari e molari come quelli dei gatti. La pelliccia è un po’ più scura rispetto a quella degli adulti e può presentare alopecia tra le scapole.

Quando si trova un giovane bisogna dissetarlo e controllare che non abbia fratture o ferite di altro tipo. In ogni caso è bene tenerlo per un paio di giorni, perché non sempre eventuali problemi possono essere rilevati con una visita, per quanto accurata. Prima della liberazione bisogna verificare il peso, e soprattutto la capacità di volo. È necessario operare con l’aiuto di un esperto.

I pipistrelli adulti appaiono come i giovani svezzati, sono solo un po’ più robusti. Questo vuol dire che un adulto delle specie soccorse più comunemente pesa mediamente 5 grammi, perciò è sempre di piccole dimensioni. Ha però una folta pelliccia e dentatura differenziata, che assomiglia a quella del cane o del gatto.

Se non si ha la possibilità di consegnare rapidamente gli esemplari al centro per la cura ed il recupero, occorrerà provare ad alimentarli. Come alimento possono essere impiegate le “camole” del miele o, ancor meglio, le tarme della farina.
Per le istruzioni su svezzamento e alimentazione, e per ogni altra informazione vi invito a consultare i seguenti documenti:

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