Storie di tartarughe e altri strani amici

Storie di tartarughe e altri strani amici

Vi ho già presentato l’AAE, Associazione Animali Esotici: volontari animati da pazienza e amore “non convenzionale”, che dividono il loro tempo, la loro casa, la loro vita, con animali altrettanto “non convenzionali”.
Così infatti vengono chiamati tartarughe, furetti, conigli, piccoli roditori, serpenti, vari tipi di uccelli, e tutti gli altri animali non autoctoni che sempre più spesso vengono comprati o adottati anche nel nostro Paese.

E dopo aver visto con i miei occhi il rifugio per tartarughe di Vedelago (TV), devo ammetterlo: di convenzionale in quel luogo c’è ben poco! Il termine “rifugio per tartarughe” è di mia fantasia, non so esattamente se si possa definire con un nome più specifico, ma come altro potrebbe chiamarsi altrimenti un luogo così ricco d’amore, di protezione, di attenzioni, d’accoglienza?

Lunedì ho partecipato alla mia prima tarta-staffetta: si tratta di portare gli animali per un breve tragitto, in collaborazione con altre persone, in modo che questi speciali viaggiatori possano arrivare a destinazioni lontane anche molti chilometri. Nel mio caso, tramite un’altra ragazza le tartarughe arrivano direttamente dalla casa di Flavio di Ferrara (che le raduna da tutto il centro e sud Italia), e vanno portate alla casa-rifugio di Flavio di Vedelago!

Non ne so molto di questi animaletti, li conosco poco e non ho ancora avuto occasione di dividere con loro il mio tempo. Con l’ansia del viaggio da fare, la preoccupazione di farle sentire a loro agio, non ho avuto nemmeno il tempo di guardarle per un attimo negli occhi: certamente rimedierò la prossima volta!!
Ma quando sono arrivata, e le ho affidate alle mani più esperte di Flavio, ho compreso ugualmente quanta emozione si nasconde sotto quel guscio.
Le ho guardate con attenzione e stupore, mentre venivano riposte con delicatezza vicino al laghetto, mentre mi veniva spiegato che sotto l’acqua se ne nascondevano a centinaia! Per loro era già ora della nanna, per questo non potevo vederle tutte.

Ne ho osservata una in particolare: appena appoggiata a terra, si è allontanata in tutta fretta. Via, prima che cambiassimo idea e la raccogliessimo di nuovo!
Con un sonoro tuffo si è gettata nel suo nuovo laghetto, e poi lentamente ha preso a nuotare: sembrava stesse stiracchiando le sue povere zampine, dopo ore di auto e di paura. Sembrava si sentisse finalmente libera, finalmente a suo agio.

Non so con certezza se le tartarughe abitualmente stringano legami affettivi con i proprio umani. Credo lo farebbero volentieri, se dessimo loro la possibilità di farlo, ma spesso il nostro massimo rapporto consiste nel gettargli distrattamente un pò di cibo.
Certo le nostre case e gli esseri umani che ci vivono, rappresentano per questi animali l’unica certezza, l’unica realtà conosciuta.

E allora come può sentirsi una tartaruga, quando all’improvviso viene raccolta dal luogo considerato sicuro, e poi viene messa in una brutta scatola di plastica, caricata in un auto per lei senz’altro troppo rumorosa… E infine scaricata in un lago tutto da conoscere, con altri animali tutti da scoprire.  Altri amici, come lei divenuti ospiti indesiderati nelle loro precedenti famiglie. Perchè troppo cresciuti, troppo noiosi, troppo o troppo poco chissà cos’altro.

Paura, smarrimento, disagio, angoscia. Sono solo alcuni dei tanti sentimenti che tutti gli esseri viventi condividono.

Un animale, di qualsiasi razza o specie, è per sempre.
Pensateci prima di adottarlo, ancora di più prima di acquistarlo, e contribuire ad una vita lontana dal proprio luogo d’origine, e quindi lontana anche dalla possibilità di esprimere le proprie attitudini.

Fra gli ospiti meno convenzionali di Flavio, ci sono anche delle tartarughe giganti. Originarie delle Seychelles, sono state rapite da dei contrabbandieri, e fortunatamente sequestrate in aeroporto.
Che vita faranno ora queste gigantesse? Flavio non farà mancare loro nulla, certo. Ma non è di amore che stiamo parlando, nè di cibo, o di spazio. Queste enormi e fragili creature, dormiranno sotto una resistenza in grado di produrre il calore necessario al loro benessere, ma non sarà mai il caldo tepore del sole tropicale. Avranno un giardino in cui passeggiare, una tana in cui ripararsi, ma niente acquitrini e corsi d’acqua, niente felci dalle larghe foglie. Niente Cassia Alata, nè il caldo vento del Nordovest.

Avranno un amorevole umano che si prenderà cura di loro, ma senza dubbio avrebbero preferito la loro vera mamma.

Non comprate animali esotici. Lasciate che siano liberi di fare la vita che più loro si addice. Nel loro ambiente, con i loro amici.
E se proprio vi affascina la loro compagnia, e siete certi che non sia il capriccio di un momento, allora adottateli da un centro di recupero. Nel rifugio per tartarughe troverete senz’altro il vostro futuro amico-per-sempre.

Per info:
www.aaeweb.net

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