Vaccino o non vaccino?

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Vaccino o non vaccino?

Buonsenso e una valutazione approfondita di rischi e benefici.

«Su consiglio della mia veterinaria l’anno scorso ho fatto fare al mio piccolo Mozart il vaccino per la leishmaniosi: ciò che all’inizio sembrava un’ottima scoperta, con il passare dei mesi si è rivelata una terapia controversa. Martedì dovrò fare il richiamo annuale e non nascondo che ogni giorno cerco su internet qualche notizia che mi possa chiarire le idee: sospendere tutto o continuare questa profilassi? Sono sempre più confusa». (Sofia)

Un vaccino è una sostanza che, introdotta in un animale (o in una persona) stimola il suo sistema immunitario a produrre anticorpi verso un certo microrganismo, in modo da renderlo immune verso di esso. Questa immunità ha una durata variabile, che può essere di pochi mesi o di parecchi anni, secondo il tipo di vaccino e di malattia contro cui questo deve agire. Passato un certo periodo di tempo, è necessario eseguire un nuovo vaccino detto di “richiamo”, per rinnovare la capacità di difesa dell’organismo.

Ma vaccinare il proprio animale è veramente indispensabile? Quanto alto è il rischio di contrarre alcune malattie, e quanti invece i danni (conosciuti e sconosciuti) creati dai vaccini? Quale che sia la nostra decisione, vanno messe in conto delle conseguenze.

L’effetto che può avere un vaccino sull’organismo non è in alcun modo prevedibile. In parte perché ogni animale risponde allo stimolo immunitario in modo specifico e diverso, e in parte perché gli agenti patogeni contenuti nella sostanza inoculata sono accompagnati da molti altri agenti adiuvanti: alluminio, sali di calcio, emulsioni oleose, che migliorano le risposte immunitarie ma possono aumentare anche gli effetti negativi del vaccino.

La cosa di cui siamo certi è che in seguito ad una vaccinazione, l’organismo risponde con un calo delle difese immunitarie aspecifiche (quelle cioè non dirette alla malattia per cui si vaccina, ma quelle generiche): l’animale per un breve periodo sarà più vulnerabile, e a rischi di contrarre altre malattie. Se i vaccini sono tanti e ripetuti, il sistema immunitario troppo stimolato può rispondere in maniera alterata, creando i presupposti per delle malattie autoimmuni. In pratica, l’organismo reagisce con un eccesso di difese, non riconosce più fra “buoni e cattivi” e si auto-aggredisce.

Inoltre la copertura di molti vaccini è risultata essere di gran lunga maggiore a un anno. I richiami potrebbero quindi essere ripetuti a distanza di più tempo. A questo proposito, ecco cosa scrive la Dott.ssa Chiara Dissegna di Omeopatia Possibile:

«E’ indubbia l’importanza del ruolo svolto dalle vaccinazioni nel corso degli anni, sia in campo umano che in campo veterinario. Tuttavia il vaccino è diventata oggi una routine: si è completamente perso di vista l’importanza di questo atto. Si vaccina perché ormai è un’abitudine e perché per molti veterinari la vaccinazione rappresenta spesso una delle entrare economiche principali. Pensare che tutti i cani e gatti che entrano in un ambulatorio debbano essere vaccinati ogni anno con tutti i vaccini in commercio è un grave errore.

I proprietari e i veterinari di buon senso sono sempre più attenti alle reali esigenze degli animali e al mantenimento del loro stato di salute. Non è più accettabile la vaccinazione annuale “di routine”, senza chiedersi se questa sia realmente utile al nostro cane. Ogni paziente deve essere vaccinato per le malattie alle quali è a rischio, valutando la localizzazione geografica, le sue abitudini, lo stato di salute e l’età. I piani vaccinali non posso rimanere omologati come lo sono stati fino adesso.

La crescente attenzione sulle reazioni avverse date dai vaccini, quali sviluppo di fribrosarcomi soprattutto nel gatto e di malattie immunomediate nel cane (es. anemia emolitca, trombocitopenia e poliartrite) ha indotto i veterinari e i proprietari di animali a ripensare al rapporto rischi/benefici associato alla vaccinazione annuale di cani e gatti adulti. [...] I piani vaccinali dei cani e gatti adulti del prossimo futuro sembrano essere piuttosto incentrati su intervalli di richiamo che, almeno per certi vaccini, possono raggiungere anche i 3 anni».

Tutto questo ci porta a concludere che i vaccini non sono per forza da evitare: se è giusto valutare e tenere in considerazione i possibili danni di una terapia farmacologica, è altrettanto vero che il rischio che il nostro animale contragga una malattia è reale e non può essere sottovalutato. Molto meglio ricorrere al buonsenso e ad un veterinario esperto ed onesto.

Allo stesso modo, va sempre tenuto presente che qualsiasi malattia si sviluppa solo quando trova il terreno fertile: un animale sano, con una buona alimentazione e che vive in buone condizioni igieniche, avrà un sistema immunitario forte e la naturale capacità di difendersi dalle malattie.
Per approfondimenti: Olikos – Vaccinazioni per cani e gatti.

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