Dieta chetogenica: no al fai da te!

Dieta chetogenica: no al fai da te!

Di dieta chetogenica negli ultimi anni se ne è scritto e parlato molto. In parte anche perché i personaggi famosi che scelgono questo regime alimentare per rinnovare, talvolta trasformare, la propria immagine, sono sempre di più. I risultati sembrano essere miracolosi, tanto che si è creata una vera e propria moda. La parola “keto” è ovunque: dai blog ai libri di cucina, fino ai menù dei locali più di tendenza. Sempre associata all’idea di salute e bellezza.

Il più delle volte viene proposta come una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi, facile da seguire e dal risultato assicurato. Ma è veramente così? Si può davvero dimagrire mangiando avocado, uova e pancetta? Piacerebbe a tutti ma la risposta è: no, purtroppo non è così semplice. Come al solito la verità sta nel mezzo.

Spieghiamo innanzitutto cosa si intende per chetosi. L’organismo normalmente produce energia dai carboidrati (comunemente chiamati zuccheri) se ne ha a disposizione. In mancanza di questi, deve trovare un’alternativa per portare avanti le funzioni vitali, e comincia a consumare le riserve di grasso. Come residuo metabolico della produzione energetica vengono prodotti i corpi chetonici (da cui il nome alla dieta), un antico meccanismo di difesa che l’organismo ha creato per sopravvivere ai periodi di digiuno.

La dieta chetogenica è quindi un regime alimentare che prevede una drastica riduzione dei carboidrati. Lo scopo principale è costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia.

Non esiste un unico tipo di dieta chetogenica, e in generale con questo termine si intendono tutti gli stili alimentari che forniscono una quantità di calorie, e talvolta di proteine, inferiore al necessario. Fra queste anche la dieta LCHF, cioè Low Carb High Fat, basso contenuto di carboidrati e grassi elevati.

Le indicazioni per questo tipo di dieta sono numerose. Ad esempio molte patologie della sfera femminile (fra cui endometriosi, fibromialgia, menopausa), malattie articolari, cardiovascolari, metaboliche, alcune forme di epilessia, oltre a sovrappeso e obesità.

Il problema è che se priviamo l’organismo della sua fonte energetica preferita, cioè i carboidrati, ma introduciamo allo stesso tempo grandi quantità di grassi, il meccanismo della chetosi viene ugualmente innescato ma il corpo per funzionare non avrà bisogno di attingere alle proprie riserve di adipe. Ecco perché, quando lo scopo è la perdita di peso, è necessario mettere in atto anche una forte restrizione calorica.

In questo caso si parla di dieta VLCKD, ossia Very Low Calorie Ketogenic Diet: dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico. Il che si traduce con un’alimentazione normoproteica ma con consumo di carboidrati e grassi ridotto al minimo indispensabile. Questa dieta agisce in modo mirato sulla riduzione della massa grassa del soggetto, preservando la massa magra.

Gli alimenti permessi e consigliati sono tutti i tipi di carne magra, pesce, uova, le verdure non amidacee (ad esempio zucchine, spinaci, cetrioli, bietole e verdure a foglia), e grassi da condimento in quantità limitata. Banditi invece tutti i cereali e derivati (riso, pasta, farine), i legumi, la frutta, oltre ovviamente a tutti i dolci e gli alcolici. La quantità massima di carboidrati da inserire nella dieta deve essere accuratamente calcolata sulla base delle esigenze del singolo individuo.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo regime alimentare? Se nei primi giorni possono essere presenti alcuni sintomi come mal di testa, stanchezza, nausea, una volta attivata la chetosi riduce notevolmente il senso di fame. D’altro canto quasi tutti i cibi che mangiamo abitualmente sono composti per buona parte da carboidrati, e questa dieta non consente eccezioni: una minima quantità degli alimenti vietati farebbe arrestare il processo di dimagrimento. La perdita di peso è molto più rapida rispetto ad altri tipi di diete, ma la chetosi può essere mantenuta solo per un periodo limitato di tempo, in genere dalle 4 alle 12 settimane, poiché nel lungo termine può avere conseguenze negative per l’organismo. In altre parole, la dieta chetogenica non è ritenuta adatta a diventare un modello alimentare da mantenere nel tempo, ma solo uno degli strumenti a nostra disposizione per perdere peso.

Se ne deduce che come tutte le diete, anche (o per meglio dire soprattutto) la dieta chetogenica non è assolutamente indicata al fai-da-te. È indispensabile essere seguiti da uno specialista che sarà in grado di valutare in dettaglio le necessità personali, oltre che indicazioni e controindicazioni che questo tipo di approccio alimentare comporta.

Qualsiasi tipo di dieta deve essere sempre accompagnata da un percorso educativo rivolto alla corretta alimentazione. Che non significa mangiare triste, anzi! Al contrario, significa essere aiutati nella scoperta di nuove abitudini e nuovi gusti, che possono e devono essere buoni, soddisfare le aspettative, ma anche sani, adatti ad essere portati avanti nel tempo per mantenere i risultati raggiunti.

In Italia gli unici professionisti che possono offrire questo tipo di prestazione sono il Medico Dietologo e il Biologo Nutrizionista, a cui si aggiunge la figura del Dietista, che elabora le diete prescritte dal medico e collabora al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare. Tre figure professionali che si completano a vicenda.

E prima di terminare, un consiglio: fuori dei percorsi prescritti dai professionisti, quello che viene spacciato per “keto” non è sempre sinonimo di salutare. Fra un estratto di frutta e una bevanda industriale senza calorie ma con edulcoranti e coloranti, scegliete sempre gli zuccheri e i prodotti naturali.

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