Carrellini per Amori Disabili

Attenzione: articolo dai contenuti molto forti,
particolarmente CONSIGLIATI ad un pubblico sensibile.
Preparatevi ad una intensa commozione e vere lacrime di gioia!

Comitato Carrellini Disabili

 

La seconda possibilità. Così viene affettuosamente chiamata la nuova vita, quella di un animale a cui viene regalato un carrellino fatto su misura.

Incidenti, malattie, età avanzata: tanti sono i motivi che rendono difficile, a volte impossibile, camminare ancora insieme. Quello che molti non sanno, è che anche per i PDM (Pelosi Diversamente Meravigliosi!) esiste una nuova e altrettanto diversa possibilità di zampettare e soprattutto di tornare a vivere.

Se fantasia umana, nuove conoscenze mediche, avveniristiche tecniche chirurgiche, hanno regalato la possibilità di vere e proprie protesi “bioniche” per sostituire gli arti (e non solo!) danneggiati (leggi articolo: Storie di amori disabili), fare questo tipo di interventi non è, purtroppo, sempre possibile.
I costi elevati, la poca diffusione, l’età avanzata del soggetto, molte altre problematiche di natura fisica, rendono a volte irrealizzabile l’idea di due zampine tutte nuove.

Ma niente paura, è proprio qui che arrivano loro: i carrellini per animali disabili, creati per aiutare e sostenere (in tutti i sensi!) animali di qualsiasi specie con difficoltà di deambulazione.

Tanti i modelli disponibili, a seconda delle necessità. Quello più comunemente usato serve a supportare le zampe posteriori, e può essere di due tipi: un aiuto per le posteriori che non riescono più a sostenere il peso del corpo, ma non troppo malandate (in pratica una struttura con delle ruote che sostengono la parte posteriore, lasciando però le zampe libere di muoversi e camminare); in alternativa, per casi più gravi, c’è il modello con una struttura munita di sacca porta-zampe (in caso di paralisi, ad esempio), con la condizione indispensabile che il cane abbia delle zampe anteriori robuste.
C’è anche il carrellino per la parte anteriore, e quelli che sostengono un po’ in generale tutto il corpo: adatti soprattutto per animali anziani, molto debilitati o nei decorsi post-operatori.

La maggior parte degli animali (non solo cani, ma anche gatti, conigli, e tutti gli altri!) si adattano molto presto a camminare con questo supporto, ma può anche accadere che non riescano a familiarizzare subito con questo strano oggetto.

L’ideale sarebbe porsi nel modo giusto fin dall’inizio, per farlo simpatizzare con questo nuovo aggeggio: l’animale deve associarlo ad una situazione positiva e giocosa, e dovrebbe se possibile essere abituato gradualmente alla sua presenza anche senza averlo “indossato”. Solo quando saremo certi che si sia creata una certa familiarità, potremo provare a farglielo utilizzare, incitandolo a camminare con dei bocconcini o con il suo gioco preferito. Il veterinario o ancora meglio un educatore cinofilo, potranno senz’altro consigliarvi l’approccio più adeguato.

Trovate questi e tanti altri consigli indispensabili nel blog “Vademecum per animali disabili”.

Molti proprietari di animali disabili si sono industriati a fare da soli un carrellino per il proprio amico peloso, e online troverete delle foto per comprenderne la costruzione e poterlo realizzare anche da voi. Ma se non ci si sente abili manualmente da realizzare un carrello fai-da-te, bisognerà rivolgersi ad una ditta specializzata.

Una magnifica iniziativa dell’associazione trevigiana DSDA (Dipartimento Studi Diritti Animali) ha consentito l’accesso ai carrelli da parte di molte persone e ricoveri per animali abbandonati che non potevano permettersi l’acquisto di un carrello costruito da ditte specializzate. Vi presento il Comitato Carrellini Disabili!

Con il rimborso del puro costo del materiale e della spedizione, quest’associazione costruisce carrelli su misura per ogni animale, per ogni necessità.
Per tutte le informazioni potete consultare il loro sito e la pagina Facebook. Imperdibile il loro canale Youtube: troverete molti video, con gli animali aiutati fin’ora, tutti da guardare nei momenti in cui avete particolarmente bisogno di sorridere!

Ogni soluzione è realizzata dal “Mago” in persona, e su misura viene costruito un carrellino (a due o quattro ruote), da agganciare al corpo con una semplice pettorina.

Diversi sono i modelli a seconda del peso, della taglia, delle problematiche. Fra tutti, merita una menzione speciale il carrellino Spider: come si intuisce dal nome, questo è un modello adatto a chi non viene più sorretto da nemmeno una zampetta.
Il Mago costruttore si trova in provincia di Treviso, ma i carrellini possono essere spediti in tutta Italia. Nel sito ci sono tutte le spiegazioni su come prendere le misure: i moduli da compilare sono precisi e di facile comprensione.

Racconta il Mago: «Fiore, il nostro portabandiera, ha passato 5 anni della sua giovane vita strisciando per terra, non perché non fosse amato, ma perché i suoi compagni umani non potevano permettersi la spesa per l’acquisto del suo carrellino. Ora, grazie alla nostra fuoriserie, scorrazza raggiante per le strade della sua città e va dicendo a tutti: “Guardate: la mia seconda possibilità!!”»

Continua raccontando del loro progetto: «Grazie alla raccolta fondi, per circa un terzo dei carrellini che costruiamo, partecipiamo economicamente al pagamento dei materiali arrivando, nei casi più gravi, a chiedere solo il rimborso delle spese di spedizione. Ci sono molti pelosi a cui non è toccato in sorte, come se non bastasse, solo la condanna della disabilità: molti hanno dovuto conoscere la fame, la violenza, l’abbandono e mille altri orrori e la loro unica “fortuna” è stata di incontrare una mano pietosa che li ha raccolti, soccorsi, accuditi e che per loro si è battuta con tutte le forze perché non gli venisse fatta quella “maledetta” puntura, falsa panacea di tutti i mali.
Questi sono gli “Ultimi”, innocenti senza colpa che in molti casi dovranno sentirsi fortunati per aver trovato un box di cemento in cui poter trascorrere il resto della loro misera vita da disabile o che, fortunatamente sempre più spesso, incontreranno altre mani compassionevoli che li accoglieranno amorevolmente nelle loro case con la speranza di riuscire a lenire, almeno in parte, le ferite del loro corpo e quelle, molto più profonde, della loro anima».

Ancora, instancabile, prosegue: «È ai meravigliosi volontari dei canili e dei rifugi che noi offriamo il nostro aiuto. In quei posti in cui i soldi non bastano mai, in cui tutti prestano la loro opera, tra mille difficoltà, al solo scopo di lenire, il più possibile, le sofferenze di quelle creature! In quei posti in cui le esigenze del singolo soccombono al cospetto di quelle dei molti e in cui un peloso diversamente meraviglioso vede ridotte al lumicino le possibilità di avere la sua “seconda possibilità”.
E’ a chi decide di adottarne uno per la vita che noi offriamo il nostro aiuto! Chi, andando contro tutti e tutto, decide di aiutare uno di loro, accogliendolo in casa tra molte
difficoltà e accollandosi molte spese, ridandogli o magari dandogli, per la prima volta, una nuova vita piena di rispetto e d’affetto.»

E se con queste parole, vi sono già venute le lacrimone agli occhi,
fate un profondo respiro prima di continuare.
La storia di Lena merita di essere letta con molta attenzione,
i Carrellini Disabili hanno superato anche sé stessi!

E’ il 26 gennaio 2012 quando un uomo, passando casualmente con l’auto lungo i binari di una linea ferroviaria in Serbia, vede una macchia scura nella neve. Incuriosito si ferma, scende, e scopre che quella macchia altro non è che uno splendido esemplare di pastore tedesco che, in un lago di sangue, dopo essere stato travolto da un treno, sta aspettando la morte liberatrice. L’uomo, impietosito da tale visione, decide di aiutarlo: lo raccoglie, lo carica sulla sua auto e corre verso il primo veterinario. Gli vengono prestate le prime cure e ci si accorge che il malcapitato peloso è una femmina e purtroppo, nell’impatto con il treno, ha avuto amputate in maniera più o meno importante tre zampe!

Partono gli appelli di aiuto dei volontari Serbi a cui Carrellini Disabili offre subito la disponibilità e, nel frattempo, Lena (così viene chiamata) comincia a riprendersi e a cicatrizzare le ferite. Una ragazza Italiana, di nome Federica, vede il suo appello, se ne innamora e decide di adottarla facendola arrivare in Italia. Ora che Lena sta meglio e che si trova nel nostro Paese è più facile aiutarla e, come promesso sin dai primi momenti, Carrellini Disabili arrivano: si prendono le misure e inizia la costruzione del prototipo del nuovo carrellino.

Dopo un paio di tentativi (il primo carrellino non soddisfa l’esigente Mago!) Lena con l’aiuto instancabile della sua nuova amica Federica, può iniziare a muoversi in modo naturale per raddrizzare quella schiena che si sta curvando e per tonificare tutti i muscoli che, oramai da qualche mese, sono a riposo forzato.

Ma non è finita qui! Non ci si può accontentare che un peloso giovane e pieno di voglia di vivere come Lena, trascorra tutta la sua vita su un carrellino a quattro ruote!
La zampa posteriore amputata non è stata suturata nel modo giusto e la pelle, a contatto con il moncherino dell’osso, ogni volta che tocca terra rischia di ferirsi. Con l’aiuto di due artigiani, si pensa a qualcosa per proteggere il moncherino e sostituire lo spessore del piede. Ecco pronta anche la scarpetta ortopedica per Lena!

Lena ora è pronta: una zampetta, una scarpetta, e due ruote.

E ora pronti, mezzo… Via, verso nuove avventure!!

Vorrei presentarvi tutti gli amici “speciali” di Carrellini Disabili, ma sono tanti, tantissimi, impossibile scegliere. Questi sono solo quelli che per qualche motivo hanno attirato di più la mia simpatia, ma se seguite le loro missioni, ne incontrerete moltissimi altri.

Per fare tutto questo, ovviamente Carrellini Disabili hanno bisogno di molto sostegno e di offerte concrete. Non limitiamoci ad apprezzare passivamente il loro lavoro. Contribuiamo ed aiutiamoli.

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