Tutti pazzi per il Poke!

Poke
Tutti pazzi per il Poke!

Non tutte le mode vengono per nuocere: alcune tendenze alimentari esterofile hanno contribuito alla globalizzazione e alla perdita delle tradizioni, soppiantando le proposte locali con cibo a buon prezzo ma di scarsa qualità. Non si può dire certo lo stesso del Poke, piatto di origine hawaiana che negli ultimi anni ha stregato i palati degli italiani.

Si scrive poke o in alcuni casi poké, ma si legge poh-kay, parola che in hawaiano significa “tagliato a pezzi”, in riferimento alla modalità di preparazione del piatto.

In origine, il poke era la pietanza consumata abitualmente dai pescatori hawaiani, che al rientro dal lavoro in mare tagliavano a pezzetti il pesce fresco avanzato, lo condivano con sale e alghe wakame e lo consumavano accompagnato da del riso. Una versione più simile a quella attuale iniziò a diffondersi negli Stati Uniti già dagli anni Settanta, per poi diventare sempre più popolare grazie al successo di Sam Choy, celebre chef di origine hawaiana autore di numerosi libri di cucina. Oggi il poke è a tutti gli effetti una nuova abitudine culinaria che ha letteralmente invaso il web e l’Europa, diventando simbolo di cucina salutista

Nelle grandi città si moltiplicano i locali specializzati, chiamati “poke shop” o “pokerìe”, dove è possibile creare il proprio piatto personalizzato scegliendo fra tantissimi ingredienti a proprio piacimento. Il tutto rigorosamente servito in una ciotola, la “bowl”.

Ma che cosa si può aspettare chi, timoroso delle nuove proposte, ancora non ha mai assaggiato un poke? Il piatto è composto da una base di riso, a volte sostituito da altri cereali, e almeno un alimento proteico (pesce crudo, ma anche pollo, tofu o legumi), a cui si aggiungono verdure e frutta fresca a piacere. Due ingredienti spesso presenti nel poke sono l’avocado e la soia edamame.

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I punti di forza di questo piatto sono molteplici: è salutare e completo, facile da realizzare, ideale per un pasto leggero e nutriente, perfetto per essere consumato ovunque perché si mangia freddo. Ci conquista grazie alla sua versatilità, che permette di giocare con sapori e colori.

Per la sua preparazione casalinga, le uniche regole per la scelta degli ingredienti sono due: usare sempre alimenti freschi e di stagione, e abbinarli con un po’ di creatività! Una composizione bella e colorata da mangiare anche con gli occhi: è proprio il mix di consistenze, sapori e colori, il segreto del successo della poke bowl!

Iniziate con una base di carboidrati: il più semplice da cucinare è il riso basmati, ma andranno bene anche quinoa, bulghur, riso integrale. Qualunque sia il cereale prescelto, dovrà essere bollito e lasciato raffreddare completamente prima di unire gli altri ingredienti. Per una preparazione saporita, il riso andrebbe condito con aceto di riso o di mele.

Se si utilizza il pesce crudo, questo deve essere rigorosamente freschissimo e abbattuto: la surgelazione casalinga non è sufficiente a garantire la sicurezza. Prima del consumo dovrà anche essere marinato con un condimento preparato con olio di sesamo, salsa di soia e cipollotto, stando attenti ai tempi, perché una marinatura troppo lunga rischia di rovinare il prodotto.

Per una preparazione più semplice potete scegliere un alimento proteico vegetale: il tofu può essere tagliato a cubetti e marinato con salsa di soia e succo di limone, oppure direttamente fritto in padella sino a farlo diventare croccante. La soia edamame invece si acquista surgelata, e si cucina facendola saltare in padella per pochi minuti, sino a che diventa morbida ma ancora compatta.

Frutta e verdura possono essere aggiunte a volontà, scegliendo fra i prodotti di stagione. Il consiglio è di giocare con le consistenze. Una base di insalata verde può essere completata con qualcosa di croccante, ad esempio ravanelli, carote, cetrioli, oppure dei semi di girasole, mandorle tritate. La frutta servirà a creare un dolce contrasto con l’aceto utilizzato per condire il riso.

La preparazione della bowl può essere completata con una salsa o topping: ad esempio salsa di soia, miele, salsa di avocado, yogurt o cipolla fritta.

Il poke può essere addirittura trasformato in un finger food, uno stuzzichino da gustare con l’aperitivo: basterà avvolgere il tutto con alga nori, o ancora meglio con della pasta fillo o carta di riso.

Se invece volete stupire i vostri ospiti, sbizzarritevi con la preparazione di un “tonno vegan”: prendete 2 pomodori ramati e incidetene la base con un coltello, sbollentate per un minuto in acqua calda, poi passateli subito sotto l’acqua fredda e pelateli. Dopo averli tagliati in quarti, eliminate la parte interna acquosa e ricca di semi, e tagliateli a cubetti. Lasciateli marinare per almeno un paio d’ore in un condimento preparato con 2 cucchiai di salsa di soia, 1 cucchiaio di aceto di mele, 1 cucchiaio d’acqua e un pizzico di aglio in polvere. Utilizzate i pomodori per preparare un poke con riso integrale, soia edamame, carote tagliate a rondelle, avocado e spinacini fatti appassire in padella.

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