La differenza tra le ciliegie e le amarene

«Tu mi hai insegnato la differenza tra le ciliegie e le amarene». Con questa frase enigmatica termina Pastello bianco, uno dei singoli di maggiore successo del gruppo italiano Pinguini Tattici Nucleari, lasciandoci addosso un po’ di malinconia mista a curiosità. Mentre Jacek Lech in Czereśnie, wiśnie si chiede: «Dove sono le ciliegie, dov’è il sentiero che porta a loro tra le verdi colline?», e le sue parole evocano voglia d’estate e di un amore passionale.

A questo punto l’avrete già capito: giugno è il mese delle ciliegie, un piccolo frutto che racchiude un sapore sorprendentemente dolce, tanto che anche il famoso proverbio popolare recita «una ciliegia tira l’altra!». Succose, squisite, e ovviamente anche ricche di proprietà benefiche per il nostro organismo, come ogni vero regalo della natura.

Diciamo innanzitutto che il frutto può nascere da due alberi differenti. Il ciliegio dolce (Prunus avium) ci dona le ciliegie che normalmente consumiamo fresche e al naturale, e che si dividono in due grandi famiglie: le tenerine, a polpa morbida e di colore rosso scuro intenso, e le duracine (o duroni), più grandi e con una polpa soda e croccante. Il ciliegio acido (Prunus cerasus), invece, produce le amarene, le visciole e le marasche: a differenza delle prime, queste tipologie di ciliegie vengono utilizzate nella preparazione di confetture, frutta candita, sciroppi e liquori come, ad esempio, il Maraschino.

Originario dell’Asia Minore e della Persia, il ciliegio si diffuse in Egitto e Grecia già dal VII secolo a.C., ed oggi è coltivato ovunque nel mondo, con il 75% del raccolto totale prodotto in Europa. Le prime testimonianze della sua presenza in Italia risalgono ai testi di Varrone e di Plinio il Vecchio, che ne descrisse ben dieci varietà nel suo celebre trattato “Naturalis Historia”, summa del sapere scientifico antico. Oggi in Italia se ne coltivano ben 18 varietà tra cui, ad esempio, la Ciliegia di Vignola IGP, la Ciliegia Ferrovia, la Mora di Cazzano e il Durone Nero di Anella, giusto per citare le più conosciute. Tra le maggiori produttrici italiane troviamo le regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Puglia.

Per garantire una perfetta conservazione, le ciliegie devono essere raccolte con il loro picciolo. Oltre a proteggere il frutto da aria e batteri, questo diventa anche un indicatore di freschezza al momento dell’acquisto: se è verde e turgido, significa che il frutto è stato raccolto di recente, mentre con il passare dei giorni diventa scuro e raggrinzito. La raccolta, inoltre, deve avvenire solo a maturazione completa, quando i frutti sono di un colore rosso intenso e brillante e il loro sapore è dolce e avvolgente.

Piccole nelle dimensioni ma contraddistinte da grandi proprietà benefiche, le ciliegie sono ricche di sostanze nutritive che fanno bene al nostro organismo. Contengono vitamina A e C, proteine e sali minerali, ed hanno potere antiossidante, proprietà depurative e diuretiche. Inoltre, hanno un basso contenuto calorico e danno velocemente la sensazione di sazietà: uno spuntino perfetto, anche per chi è a dieta. Un’altra caratteristica che le rende speciali è la presenza di melatonina, sostanza che regola il ciclo sonno-veglia nel nostro organismo: mangiare qualche ciliegia prima di mettersi a letto può favorire il riposo e migliorarne la qualità.

Arriviamo finalmente alla parte più interessante: con le ciliegie è possibile preparare tantissime ricette, sia dolci che salate, sempre a patto di riuscire a resistere alla tentazione di mangiarle subito, una dietro l’altra! Si possono preparare delle golose confetture, per farcire crostate e torte come la Foresta nera, un grande classico a base di pan di spagna al cioccolato e morbida crema. Sono la guarnizione perfetta per semifreddi e cheesecake, oppure possono essere conservate nello sciroppo o sotto grappa, per poterle gustare tutto l’anno. Una salsa alle ciliegie può diventare anche un sorprendente abbinamento per accompagnare formaggi stagionati e saporiti.

E dopo una meritata scorpacciata, in attesa di poterle gustare nuovamente l’anno successivo, è possibile riutilizzare anche i noccioli, preparando un cuscino imbottito. Il cuscino con i noccioli di ciliegia è un antico rimedio casalingo antidolore: i noccioli di ciliegia hanno infatti la capacità di assorbire il calore se raffreddati, e di rilasciarlo se riscaldati. Se avete un po’ di pratica con il cucito potrete confezionare facilmente il vostro cuscino: lasciate essiccare i noccioli al sole per almeno due giorni, e poi inseriteli in un sacchetto di tessuto naturale, come lino, cotone o canapa. Se riscaldato in forno tradizionale o microonde, il cuscino contribuisce a dare sollievo in caso di dolori cervicali, dolori mestruali e crampi, mentre se raffreddato in congelatore può aiutare in caso di contusioni, punture di zanzara e per rilassare le gambe.

Una piccola curiosità: secondo un’antica credenza piantare un ciliegio nel proprio giardino porta bene alla casa e offrirne i frutti è come offrire un segno di fratellanza e di amicizia.

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