Pasqua d’ovo con chi vuoi!

C’è chi la trascorre in famiglia, e chi con gli amici: il proverbio dice “Pasqua con chi vuoi”, l’importante è dedicare del tempo a chi si ama e ci fa stare bene, anche semplicemente a sé stessi!

Pasqua è una delle festività più sentite e amate in Italia e nel mondo, e non solo per il suo significato religioso: presi da una vita che sembra andare sempre più veloce, in cui la serenità lascia spazio all’incertezza per il futuro, onorare le tradizioni è importante e necessario. Ogni giornata di Festa diventa un momento prezioso per celebrare la rinascita e la lentezza, assaporandole nella primavera che ci regala improvvise giornate di sole e, ovviamente, anche a tavola.

Da Nord a Sud, la nostra Penisola offre numerose proposte culinarie, preparate con ingredienti ricchi di significato simbolico e prodotti di stagione. Protagoniste indiscusse sono le uova: fresche, sode, di zucchero o di cioccolata. Ma perché proprio le uova? Si tratta di una tradizione antichissima, risalente a migliaia di anni fa. Da sempre l’uovo è considerato un simbolo dell’incontro tra terra e cielo, l’unione degli elementi naturali. Le culture pagane identificarono nell’uovo il simbolo della fertilità e della rinascita della natura, nel passaggio tra inverno e primavera: i romani, ad esempio, avevano l’abitudine di seppellire un uovo dipinto di rosso nel terreno per augurarsi un buon raccolto. In epoca precristiana in molti luoghi del mondo era diffusa l’usanza di donarsi uova decorate, per celebrare l’arrivo della primavera.

Da queste influenze nacque anche la simbologia cristiana: l’uovo, che contiene e protegge una vita, rappresenta il sepolcro che Cristo ha lasciato vuoto con la Resurrezione. Nacque così la tradizione delle uova di Pasqua, che ebbe il suo impulso nel Medioevo: il giorno del Sabato Santo era diffusa l’usanza di portare in chiesa le uova sode per farle benedire, per poi mangiarle la mattina della domenica, chiamata per questo “Pasqua d’ovo”. Sebbene tale tradizione oggi sopravviva solo in alcune comunità rurali, le uova rimangono uno dei cibi più rappresentativi della Pasqua. Ad esempio, si conserva ancora la tradizione di colorarle con metodi naturali, facendole bollire con erbe e spezie: barbabietole o cipolle per ottenere il rosso, malva o salvia per il verde, limone o zafferano per il giallo. Perfette per un simpatico centrotavola ma anche per un pic-nic all’aperto.

E a proposito di uova, la specialità italiana più famosa è probabilmente il casatiello napoletano, una ciambella salata ripiena di formaggio, salame e altri insaccati, e decorata con uova sode racchiuse da due strisce di pasta. Simile al casatiello è il tortano: i due piatti hanno forma e ingredienti simili, ma nel tortano le uova sode si trovano direttamente all’interno del ripieno.

Dalla tradizione napoletana arriva anche la pastiera, un capolavoro gastronomico che richiede passione e pazienza, poiché la lavorazione è piuttosto lunga ma, una volta pronto, ripaga tutti gli sforzi. Il ripieno è preparato con ingredienti semplici ma saporiti: pasta frolla, grano cotto, ricotta, uova, cannella, canditi, scorza d’arancia, cioccolato e vaniglia. Ogni famiglia custodisce il proprio segreto per preparare la frolla perfetta, per aromatizzare il ripieno, per lo spessore e soprattutto per il numero delle losanghe: tradizione vuole che debbano essere 7, rigorosamente 4 sopra e 3 sotto, come il numero dei decumani della città di Napoli.

Dalla Campania ci spostiamo in Puglia, dove troviamo le scarcelle: originali ciambelle di pasta frolla, ricoperte di glassa e zuccherini, e decorate con un uovo sodo posizionato al centro.

Non saremmo italiani se anche a Pasqua non si mangiasse la pizza! La pizza di Pasqua unisce tutte le regioni del Centro Italia (Umbria, Lazio, Marche, Abbruzzo), ma non lasciatevi ingannare dal nome: non si tratta di una vera e propria pizza, ma piuttosto di un pane lievitato arricchito con pecorino e parmigiano, accompagnato da uova sode o salumi tipici del territorio. Perfetta anche per la tradizionale gita del Lunedì dell’Angelo, in Italia chiamato più semplicemente Pasquetta!

Infine, ci spostiamo al Nord: nel menù di Pasqua di tutta la Liguria c’è una delizia salata che non può mancare, cioè la torta pasqualina. Un tripudio di pasta sfoglia con ripieno di spinaci, ricotta, formaggio e uova. La ricetta originale della torta pasqualina, perfezionata nel 1800, prevedeva l’utilizzo di 27 sfoglie di pasta sottilissima, ma secondo la tradizione gli strati da sovrapporre sono addirittura 33, dal numero degli anni di Cristo al momento della morte e resurrezione. Le verdure del ripieno variano in base alla zona e ai gusti personali: chi la prepara con le bietole, chi preferisce le erbe selvatiche oppure i carciofi. Ma la ricotta e le uova rimangono le costanti che contraddistinguono questa specialità.

In tutta Italia non può mancare la colomba pasquale, dolce lievitato ricoperto da una golosa glassa fatta con albume d’uovo, mandorle e granella di zucchero, e ovviamente le uova di cioccolato: difficile resistere alla curiosità di scoprire la sorpresa che si nasconde al loro interno.

E l’agnello? Ovviamente, non può mancare: ma solo se di marzapane, per ricordarci che oggi più che mai il mondo ha bisogno di compassione e purezza.

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